Sowduwn.it (By Urka Mazurka 10-08-05)
L’esordio discografico degli emiliani X-State Ride, sotto la giovane Indelirium Records, giunge a due anni dalla loro formazione ed è uno di quegli esordi che lasciano il segno. Un segno che è un cazzotto in faccia, bello forte anche, che ci ricorda (perché, diciamocelo, ce n’era bisogno) che anche l’Italia può sfornare gruppi all’altezza (se non superiori) dei blasonati colleghi d’oltreoceano (leggi: california). Hardcore (molto) melodico (poco), un mix esplosivo tra i migliori Belvedere e gli Strung Out più incazzosi. La potenza, l’inventiva, ma anche la tecnica dei singoli componenti (in particolare del batterista) sono le carte dei quattro di Reggio Emilia e se le giocano tutte nel migliore dei modi. Le pecche sono quelle tipiche del genere: canzoni che finiscono troppo spesso per assomigliarsi, a sprazzi monotone o prevedibili. Difetti, ripeto, tipici di qualunque band che suoni hardcore melodico, aggravati dall’inflazione che il genere ha avuto negli ultimi anni.
Vi sembra che i Pennywise non abbiano più idee? Siete rimasti delusi dall’ultimo disco dei No Use For A Name perché speravate in un ritorno alle radici punk? I Lagwagon sono diventati troppo melodici? I gruppi della Fat Wreck suonano tutti uguali? Siete disperati per lo scioglimento dei Belvedere? Beh, smettetela di guardarvi intorno, gli X-State Ride sono la risposta ai vostri problemi.
Punkstation (By Salva 12-01-05)
Già piacevolmente recensiti qualche tempo fa sulle pagine di Punkstation.it, gli Emiliani X-State Ride tornano (finalmente qualcuno si è accorto di loro…) con il primo vero full-length ufficiale su Indelirium Records. La ricetta è abbastanza semplice e assai efficace: un hardcore melodico di chiara scuola d’ oltre oceano, di distinta bravura e con alcuni spunti davvero interessanti. Se si dà una lettura veloce ai brani, ci si accorge che quattro dei cinque presenti nel precedente demo "Morning Glory” sono stati re-inseriti e riarrangiati a regola d’ arte per questo disco. “The Great Rebirth” è quel genere di album che i vecchi patiti di hardcore melodico dovrebbero possedere senza alcuna obbiezione, quel genere di album che ti lascia a bocca aperta e fa pensare che l’ Italia, in questo ambito, abbia ancora tanto da dire. Un mix tra Strung Out e Belvedere (niente male direi…) di potenza inaudita in cui spiccano pezzi come “Rising” (mix di potenza e hardcore vecchia scuola), la successiva “Dumb Situation” (già presente nel precedente demo autoprodotto) e “Something You’ ll Regret”, in cui sembra davvero di ascoltare un brano delle sopraccitate (e acclamatissime) bands. La sezione ritmica pare una macchina instancabile che con precisi stop’n’go rende il risultato finale certamente d’ impatto e completo in tutti i particolari. I riffs di chitarra di puro stampo metal si associano a quanto appena detto per la batteria e danno quel “tocco” di classe deciso, tecnico e, chiaramente, studiato. La voce, senza problemi passa dal prevalente pulito, agli sprazzi scream di alcuni pezzi. In sostanza il disco è piacevole in diversi punti quindi; una nuova promessa si affaccia con prepotenza sul panorama accacì italiano, da non perdere assolutamente. Una di quelle bands da apprezzare e basta, in qualsiasi caso. Complimenti.
Passione Alternativa (By Eugenio 15-12-04)
Il vero problema della scena punk italiana, è da sempre la mancanza di una vera e propria personalità, di un vero e sentito profilo personale che permetta a qualsiasi band nostrana, di potersi confrontare alla pari con altre realtà di altre nazioni, vedi Germania e Stati Uniti, manca insomma la volontà di privarsi dei propri ricordi, per crearne giorno dopo giorno dei nuovi, sempre più originali e sempre più razionalmente irrazionali. Per fortuna comunque, nel nostro bel paese, qualcuno che sa osare c\'è ancora, dimostrando palesemente di avere nelle corde qualcosa in più, qualcosa di generosamente proprio, austero, osato e amalgamato straordinariamente. Una mini realtà che comunque porta avanti tutto il progetto scenografico di una scena assai pesante e petulante, piena di pregiudizi e sentenze di primo appello. I veri salvatori del nostro mondo underground sono gli X-State Ride, la vera essenza nascosta di una probabile emanazione sofferente ma pur sempre leggendaria, la vera anima di una improbabile ri-popolazione generalista, assecondata. Bordate di hardcore melodico, scambiano limitazioni, con svariate forme di "imbellimento", con ondate di pura bellezza espressiva e onesta, puramente non casuale, puramente non vendicativa. Piacevoli emanazioni sonore, riecheggiano su popolari ritmiche già conosciute, forse in passato, o forse solo nella mia personale, mente da scienziato pazzo, da volenteroso adolescente forse troppo uomo. Questo primo lavoro ufficiale di questa band. è forse un\'unica probabilità di successo esteriore, di imposizione verticale riconosciuta dal fato, dal destino, da quel personale sentimento provato. Una consistente irrealtà mattutina, una coordinata prestazione fuori quota, al di sopra di ogni possibile previsione futura, una consistente, e alquanto veritiera intolleranza alla bruttezza di emarginazione, alla bruttezza riconoscente di una giovialità tendente all\'estremo, tendente alla perfezione. Una piacevole sorpresa nostrana, una piacevole e quanto mai non banale realtà, realtà che promette scintille e vibrazioni, destinata come non mai ad un palcoscenico privato, da un palcoscenico di alta definizione, di lussuosa cordialità selettiva. Curiosità di adolescenti alle prime armi, caratteristi di loro stessi e della loro musica da esibizione live, della loro musica da collezionisti di buone impressioni autodidatte, figli di un vuoto enorme che non va ne giù e ne su. Padri di quello che presto sarà, di quello che tra poco finirà. 8/10
Emotional Flashback (By Fada 11-12-04)
Penso di essere sempre piu\' convinto... produzione dopo produzione che Indelirium Records e\' una delle migliori label italiane a scovare nuovi talenti... uno di questi sicuramente sono i grandi X-State Ride... e per chi non li conoscesse... consiglio vivamente l\'acquisto IMMEDIATO!!! Se vi chiedete il motivo ... bhe ve lo spiego subito! Il suono puramente hc e\' sottolineato da passaggi di cassa e rullante veloci e precisi... la voce melodica ma sostenuta.. si alterna con scream e cori che rendono i pezzi "completi". da segnalare sicuramente due canzoni che colpiscono sicuramente : "Wondering" e "She won\'t come back" che sicuramente non lasceranno delusi gli amanti di questo genere! Il voto e\' certamente OTTIMO sia per la registrazione che per la bravura di questi quattro ragazzi.. che con questo cd... potranno arrivare molto in alto!
Radiazioni Positive (By Claudio Rudel 8-1204)
Prodotto da Indelirium records e registrato all\'Acme recording studio di Raiano, la prima sensazione regalata da "The great rebirth" è quella di avere tra le mani un disco molto maturo, basti pensare alla capacità del gruppo di spaziare tra generi diametralmente opposti quali l\'hc californiano ed il death metal e senza disdegnare passaggi prettamente emocore e stacchi degni dei migliori Strung out, tutti elementi che non possono che mettere in luce un\'ottima tecnica esecutiva oltre che compositiva. Chitarre poderose e flessibili, una sezione ritmica mpeccabile, stop&go, cambi repentini di melodia, armonizzazioni assortite, il tutto reso ancor più efficace da un ispiratissimo Nikkio alla voce... Queste aratteristiche, unite al cantato in inglese, a tratti fanno dimenticare le origini emiliane di questo gruppo, che per maturità ed attitudine potrebbe benissimo provenire dalle fredde terre svedesi, patria di gruppi come Satanic surfers, Millencolin, Misconduct... Per effetti e rifiniture la qualità della registrazione è eccellente e qui torno ad esaltare la bravura dei chitarristi che non lasciano nulla al caso riempiendo di note ogni stacco, ogni passaggio da una melodia all\'altra, ed è un piacere da ascoltare. Nel complesso, per quanto riguarda la scena "hc melodico" italiana "The great rebirth" è senza dubbio una delle migliori uscite (se non la migliore!) di questo 2004 e sono convinto che gli X-state ride diventeranno, se già non lo sono adesso, una validissima e duratura realtà all\'interno del panorama italiano. Critiche negative obiettivamente non saprei dove farne, ecco, forse ogni tanto un pezzo in italiano non guasterebbe, ma questo è il mio pallino, chi è più avvezzo al genere sono sicuro che preferisca la scelta degli X-state ride, e soprattutto sono sicuro che sia già scappato ad ascoltare il disco senza leggere i miei vani tentativi di trovare un difetto in questo ottimo album. Da ascoltare assolutamente!
Staypunk.tk (25-11-04)
Decisamente interessante questa proposta che ci giunge dalla Indelirium records, già autrice qualche tempo fa di una buona compilation (leggi recensione ). Dopo l\'ep "Morning Glory", che ottenne buoni riscontri tra gli addetti ai lavori, gli X-State Ride superano a pieni voti l\'esame del full lenght con un album energico e veloce, le chiare influenze americane (Good Riddance e Satanic Surfers su tutti) sono sviluppate con una certa personalità con buoni cambi di ritmo e improvvise sfuriate hardcore che ben si alternano con i passaggi più melodici. Una batteria sempre sparata a mille (forse talvolta un pò monotona) e la voce grave del cantante caratterizzano i brani che scorrono via molto piacevolmente. Gli X-state ride dimostrano di osare qualcosa di più dei tanti colleghi italiani ed i risultati si vedono subito, il cammino è segnato, ora bisogna solo andare avanti con la stessa rabbia e convinzione verso la maturità completa.
Punkwave (By Piero: 20-11-04)
Primo full-length per gli X-State Ride, quartetto emiliano attivo dal 2000. Le loro indubbie qualità le avevamo potute notare già dal loro demo "Morning Glory" realizzato un anno fa, che era composto da cinque tracce nelle quali veniva eseguito principalmente un hardcore melodico di chiaro stampo californiano. Se ne escono ora con "The Great Rebirth", dove confermano i pregi che li contraddistinguono: ritmi veloci e graffianti, e voce lineare ma anche aggressiva sia nel cantato che nell\'urlato. Il disco esce per Indelirium Records e già dall\'inizio sono ben chiare le loro intenzioni: "Forsaken Place" e "Wondering" sono pezzi che racchiudono un misto tra punk rock e hardcore melodico, dove appunto la velocità ne è l\'ingrediente basilare. Si arriva poi a "Rising", nel quale il cantante Nikkio dimostra di essere una delle voci da tenere d\'occhio nel panorama punk italiano, molto efficace nel suo cantato contornato da urli graffianti, che rendono questo pezzo forse il migliore del disco. Nel seguente "Dumb Situation" si può avere un\'ulteriore conferma dell\'ottima voce di Nikkio, in un brano dove non mancano accenni ad uno skate punk molto efficace e soddisfacente. Il disco si chiude con due canzoni aggressive e veloci come "She Won\'t Come Back" e "Choices", che non fanno altro che confermare ancora una volta l\'indubbio talento del quartetto, che col passare dei mesi continua a ricevere ottime critiche da parte di esperti del settore. Gli X-State Ride sono un gruppo che sta crescendo, dimostrando di non essere assolutamente inferiore a band molto più menzionate; in questo lavoro, dalla durata di quasi mezz\'ora, ma anche nel precedente demo, sono state infatti gettate solide basi per creare una punk rock band di buon livello, sta a loro proseguire su questa strada e probabilmente sarà così, a meno di brusche rivoluzioni.
"The Great Rebirth" è un buon disco, discretamente registrato, composto da 10 canzoni che coinvolgono e fanno pensare che dopotutto la scena punk hardcore nel nostro paese non è poi così male, ben vengano band di questo tipo. Promossi.
Emotional Breakdown (By Drugo: 6-11-04)
Con un titolo quantomeno profetico si ripresentano al pubblico gli emiliani X-State Ride, che ora si avvalgono di un contratto con la neonata etichetta abruzzese Indelirium Records, in cui si sono già accasati un\'altra promessa nostrana quali i No More Fear. Nelle dieci tracce di puro hardcore melodico spiccano la grande capacità vocale di Nikkio, che stende con abilità le sue linee vocali su un tappeto ritmico costruito con grande maestria, e l\'ottimo lavoro svolto dietro alle pelli da Giuli, a cui forse si può rimproverare una non incredibile varietà di stile ma sicuramente non la precisione nell\'uso del doppio pedale e la velocità. Le influenze di questi ragazzi tuttavia non si fermano ai soliti nomi noti, come magari potrebbero essere i Belvedere, con cui hanno anche avuto l\'onore di suonare live, ma incorporano scene musicali anche abbastanza differenti, spaziando dall\'emo al metal. Sono infatti evidenti nelle linee di chitarra, la cui originalità dimostra una cura non indifferente nel processo di songwriting, le influenze del metal di stampo svedese, spingendoci quasi a dire che gli X-State Ride reinterpretano quanto fatto in precedenza dai Face The Fact smussando di molto il loro stile ruvido e "in your face", concentrandoo in poco più di due minuti di canzone una grande varietà di riff e situazioni e mantenendo una componente catchy che non può certo fare male al futuro, sicuramente promettente della band.
Punk For Fan (By Aldo: 5-09-04)
Dopo un promettente demo di debutto che aveva riscosso reazioni positive un po da tutta la critica punk-hc italiana, se ne escono per la label abruzzese Indelirium Records con questo primo full length. Le premesse per fare bene c’erano tutte e la band emiliana non si è certo fatta pregare nel sparare in faccia dieci mitragliate di melodic hardcore come si suona oggi. Anche qui sembra che Belvedere e Beerbong insegnino a tirar pezzi veloci ed orecchiabili. Ottimo è il lavoro del batterista che si adegua con grande abilità ai vari cambiamenti di tempo e stop’n’go,così come per la prestazione di grande livello della voce in prevalenza pulita,più sporca e aggressiva a tratti. Difficile è distaccare uno o più pezzi che meritano, l’album infatti scorre più o meno tutto sullo stesso livello,a mio parere decisamente alto. Se siete tra i pochi ancora fedeli alla scuola californiana,state certi che band meritevoli di un ascolto ne abbiamo anche nel nostro paese: gli X-state Ride ne sono la prova!
Munnezza.it (aol 20-10-04)
Nulla da dire: ci sanno davvero fare questi X-State Ride, al loro primo lavoro ufficiale dopo il promettente demo di qualche tempo fa, "Morning Glory" (recensione). Fanno un hardcore melodico fatwreckiano contraddistinto, però, anche da variazioni maggiormente orientate sull\'old school.
Velocissimi ma non senza un discreto gusto per la melodia, i ragazzi emiliani convinceranno anche l\'ascoltatore più scettico; nonostante questo resti un genere sostanzialmente logoro (vedi quanto detto poco sopra a proposito dei Me For Rent), c\'è modo e modo d\'interpretarlo: quello degli X-State Ride è sicuramente uno dei più efficaci.
Trueside Music (By Elvis: 07-09-04)
X-STATE RIDE is a nice and new Italian band. These guys play a sound which can discribed as a Mid 90´ies Burning Heart sound. Catchy melodies get along with fast and hard played strings and a clean voice. Their first full lenght CD, which is called “The Great Rebirth” , will be released by In Delirium Records. The CD comes a long with 10 songs on it and everyone is good one by it self. But it´s always the same with bands like these. X-STATE RIDE make nice stuff but thats all. It´s all to normal in it and there is really nothing special. Melody on melody doesn´t make it all happen. So if you are in a band like No Fun At All during their last period you will like it.