da Sowdust.it
(By Mat 14 agosto 2005)
E veramente un EP degno di nota quello dei romani Jet Market, uscito per la Indelirium Records. Sarebbe restrittivo dire che si tratta di hardcore melodico; certo le caratteristiche ci sono tutte, ma cè anche di più. Oltre alla batteria sparata a mille ed al tiro velocissimo di tutte e sei le tracce (cinque più un\\\'introduzione) sono presenti grandi idee che si appoggiano un po ad un genere, un po ad un altro, sfiorandoli solamente, traendone solo qualche positiva nota di originalità, senza perdere il filo, senza abbandonare la via maestra. A parte la breve introduzione strumentale, con la quale il gruppo mette subito in chiaro le proprie capacità, i seguenti quattro brani sono cantati in Inglese. L unico in lingua madre è "Respirare L Inverno", posto come ultimo nell\\\'ordine delle tracce, un ottimo esempio di hardcore con tracce "emozionali". Un altro fulgido esempio di come esistano band nostrane meritevoli, ma di come non siano abbastanza prese in considerazione.
da Punkwave.it
(By Luca 15 giugno 2005)
"Skatepunk From Rome" è il motto che campeggia nell homepage del sito dei capitolini Jet Market, ma, a parte la provenienza, lo slogan risulta un po riduttivo. Se è vero infatti che, così come dicono loro, "fare musica che si adatti bene ad un video di skateboard" è uno degli obiettivi della band, è evidente che nelle 6 tracce (8 nella versione giapponese) dell EP "Freedom Slaves" c è qualcosa di più. Reduce da diversi cambi di formazione, il gruppo, ora stabile con 4 componenti (Alex, voce e batteria, Roberto e Fabio alle chitarre, Gomez al basso), si definisce come un incontro tra Satanic Surfers, Propagandhi, Strung Out, Belvedere e Bigwig: più semplicemente le loro coordinate musicali sono improntate verso il punk hardcore melodico. Grosse accelerazioni di batteria e cori sono quindi la base, ma svariati ed accattivanti spunti rintracciabili qua e là nelle canzoni spostano, anche se non di molto, l ago della bilancia verso influenze di altro genere, quali l emo ed il rock, con persino alcuni rimandi al metal. La sfuriata strumentale di "The Age Of Selfishness", posta in apertura a scaldare i motori, è un fugace esempio della buona padronanza dei propri mezzi e delle capacità del quartetto: il tutto viene poi sviluppato al meglio nei cinque brani restanti. Nell intera durata del disco fanno capolino, a conferma delle già citate influenze, assoli di tradizione metal ("Surely", "Respirare L Inverno", con quest ultimo unico episodio in lingua italiana), urla e stacchi di stampo emo/screamo ("Sometimes Shit Flies"), il tutto senza mai dimenticare che si tratta, sempre e comunque, di hardcore melodico, seppur con notevoli (per quantità e qualità) fuoriuscite dalla media e dai cliché del genere. Gli elementi per decretare la positività di un uscita discografica ci sono tutti, ed i Jet Market dimostrano di possedere talento e passione per ciò che fanno: sarà da valutare se quanto di buono proposto con questo EP resterà tale anche in un futuro full-length.
da Punkster
(By Alessandro Fanali n°maggio 2005)
Questi 4 ragazzi sono di Roma ma non hanno nulla da invidiare a molte bands straniere. Infatti il loro sound, molto energico e compatto, di puro stampo europeo, li proietta come una delle nuove realtà emergenti del loro gebere.
Freedom Slaves è il primo lavoro ufficiale della band che, dopo qualche cambio nella line up, si presenta al pubblico con un ep composto da 5 brani, 4 pezzi in inglese e uno in italiano in chiaro stile Satanic Surfers ed affini.
Sebbene una ventata di freschezza qua e la non guasterebbe, il loro suono ha una sua specialità e a volte risulta essere anche abbastanza personale. Convincenti anche nelle linee melodiche e gli arrangiament. Di sicuro questo lavoro resta un debutto gradevole che saprà sicuramente trovare spazio nel folto panorama punk hard-core italiano.